Post taggati: P2


20
ott 10

Quando l’errore è a monte

Ieri hanno approvato il Lodo Alfano retroattivo, ovvero relativo a processi su fatti antecedenti l’assunzione della carica. Questa mattina a LA7 (andate al minuto 3:00 circa) Italo Bocchino, capogruppo di FLI alla Camera, alle domande del giornalista sulle accuse d’incorenza che da più parti arrivano ai finiani ha spiegato “…caro Tizio nel momento in cui vai a Palazzo Chigi o vai al Quirinale devi svolgere serenamente le tue funzioni. Quindi se c’è un procedimento che ti riguarda non è che si cancella, come nel processo breve, si sospende e riprende il processo con i nuovi termini della prescrizione il giorno dopo che hai svolto quelle funzioni…”. In altre parole un Premier deve “svolgere serenamente le sue funzioni”.
Anche l’on. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera e tessera 2232 della P2, ha commentato: “È opportuno che chi governa il Paese possa farlo nella condizione migliore possibile e non debba avere la preoccupazione di doversi difendere da eventuali processi, o possibili attacchi”.
Giusto? Sbagliato! ed è sbagliato a monte perché se un candidato ha degli insoluti con la Giustizia (processi in corso, indagini, attese di giudizio etc) non deve arrivare ad essere Presidente del Consiglio, ma nemmeno Consigliere comunale: non deve essere assolutamente candidato. Quando tutti i suoi sospesi con la Magistratura saranno risolti (leggi: assoluzione piena ed incondizionata, non prescrizione, stralcio etc) allora potrà candidarsi ad una carica pubblica. O almeno questo è quello che si farebbe in un Paese democratico.


19
mag 10

I Giudici condannano. Il Governo assolve. Il Popolo sta alla finestra.

Interdizione dai pubblici uffici: “…L’interdizione (dai pubblici uffici) secondo il codice penale italiano priva il condannato al diritto di elettorato attivo e passivo; di ogni pubblico ufficio e di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio; della qualità di tutore o di curatore; dei gradi e delle dignità accademiche, nonché della possibilità di esserne insignito…”

Dopo le sentanze di primo grado, i cui vennero condannati  il comandante dell’epoca del Reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini (4 anni), Michele Burgio (2,5 anni) e Pietro Troiani (3 anni), quest’ultimi per aver rispettivamente trasportato ed introdotto all’interno dell’edificio le due molotov, i vertici della Polizia sono stati condannati dai giudici della Terza sezione della Corte d’Appello “a pene tra 3 anni e 8 mesi e i 4 anni, unitamente all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni” per i fatti avvenuti nella Scuola Diaz durate il G8 del 2001.

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