Mentre la falla nel Golfo del Messico sta forse per essere chiusa, già si inizia a fare una prima stima di quanto sarà il conto dei danni che verrà presentato alla BP.
Secondo gli analisti la falla costa alla società petrolifera circa 16 milioni di dollari al giorno, la sua reputazione è ormai ridotta a brandelli ed il valore delle sue azioni ha subito un duro colpo. Un problema? affatto; il colosso britannico macina circa 66 milioni di dollari al giorno e nel 2009 ha guadagnano qualcosa come 14 miliardi di dollari, quindi anche se i costi della bonifica arrivassero a 14 miliardi, la compagnia petrolifera potrebbe lavorare un anno senza profitto ed assorbire il colpo.
Se la potenza economica alle spalle di queste multinazionali le mette al riparo da conseguenze a lungo termine dalle catastrofi causate dalla loro negligenza (secondo un’indagine del Wall Street Journal, infatti, le cause della catastrofe sono da attribuire tutte alla BP ed alla Transocean) solo i governi (in particolare la Casa Bianca) possono mettere un freno ad una loro condotta quantomeno scellerata.
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