Ieri hanno approvato il Lodo Alfano retroattivo, ovvero relativo a processi su fatti antecedenti l’assunzione della carica. Questa mattina a LA7 (andate al minuto 3:00 circa) Italo Bocchino, capogruppo di FLI alla Camera, alle domande del giornalista sulle accuse d’incorenza che da più parti arrivano ai finiani ha spiegato “…caro Tizio nel momento in cui vai a Palazzo Chigi o vai al Quirinale devi svolgere serenamente le tue funzioni. Quindi se c’è un procedimento che ti riguarda non è che si cancella, come nel processo breve, si sospende e riprende il processo con i nuovi termini della prescrizione il giorno dopo che hai svolto quelle funzioni…”. In altre parole un Premier deve “svolgere serenamente le sue funzioni”.
Anche l’on. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera e tessera 2232 della P2, ha commentato: “È opportuno che chi governa il Paese possa farlo nella condizione migliore possibile e non debba avere la preoccupazione di doversi difendere da eventuali processi, o possibili attacchi”.
Giusto? Sbagliato! ed è sbagliato a monte perché se un candidato ha degli insoluti con la Giustizia (processi in corso, indagini, attese di giudizio etc) non deve arrivare ad essere Presidente del Consiglio, ma nemmeno Consigliere comunale: non deve essere assolutamente candidato. Quando tutti i suoi sospesi con la Magistratura saranno risolti (leggi: assoluzione piena ed incondizionata, non prescrizione, stralcio etc) allora potrà candidarsi ad una carica pubblica. O almeno questo è quello che si farebbe in un Paese democratico.