Attivismo


27
mag 10

La fotografia di Amnesty sui diritti umani in Italia

"L’Italia non ha ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione (contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti – ndr), che imporrebbe l’adozione di meccanismi di prevenzione della tortura e dei maltrattamenti, tra cui un’istituzione indipendente di monitoraggio sui luoghi di detenzione, e non si è dotata di un’istituzione indipendente per il monitoraggio sui diritti umani né di un organismo indipendente di denuncia degli abusi della polizia. Tuttora non dispone di regole per l’identificazione degli agenti di polizia durante le operazioni di ordine pubblico."

Questo solo uno dei tanti problemi evidenziati dalla Sezione italiana di Amnesty International che, come ogni anno, ha presentato il suo Rapporto Annuale 2010 sui Diritti umani in Italia (qui il rapporto 2009 e qui il rapporto 2008).

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26
mag 10

Legambiente commenta il ddl sulle intercettazioni

“I grandi scandali ambientali, dal cemento impoverito, alle navi dei veleni e altri traffici di rifiuti, sono stati svelati da intercettazioni telefoniche. Depotenziare questo strumento d’indagine significa fare un immenso regalo alle ecomafie” questo il commento di Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente e responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità, all’ormai famigerato ddl 1611 sulle intercettazioni, meglio noto come sulle che si appresta ad essere discusso Senato il 31 maggio.

Secondo l’associazione ambientalista, se il ddl dovesse passare così com’è stato presentato dialoghi come “Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e chi vuoi che se ne accorga? – E il mare? – Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi, che con quelli il mare andiamo a trovarcelo da un’altra parte” (intercettazione tra due boss in merito a rifiuti tossici da scaricare in mare) o frasi del tipo “Metti meno cemento e più sabbia” (intercettazione tra il boss del reggino Salvo Corsaro ed il suo compare Terenzo D’Aguì sulla costruzione della scuola pubblica Euclide di Bova Marina) non saranno più ascoltati e di conseguenza, molto probabilmente, rimarranno impuniti.

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19
mag 10

I Giudici condannano. Il Governo assolve. Il Popolo sta alla finestra.

Interdizione dai pubblici uffici: “…L’interdizione (dai pubblici uffici) secondo il codice penale italiano priva il condannato al diritto di elettorato attivo e passivo; di ogni pubblico ufficio e di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio; della qualità di tutore o di curatore; dei gradi e delle dignità accademiche, nonché della possibilità di esserne insignito…”

Dopo le sentanze di primo grado, i cui vennero condannati  il comandante dell’epoca del Reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini (4 anni), Michele Burgio (2,5 anni) e Pietro Troiani (3 anni), quest’ultimi per aver rispettivamente trasportato ed introdotto all’interno dell’edificio le due molotov, i vertici della Polizia sono stati condannati dai giudici della Terza sezione della Corte d’Appello “a pene tra 3 anni e 8 mesi e i 4 anni, unitamente all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni” per i fatti avvenuti nella Scuola Diaz durate il G8 del 2001.

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