Interdizione dai pubblici uffici: “…L’interdizione (dai pubblici uffici) secondo il codice penale italiano priva il condannato al diritto di elettorato attivo e passivo; di ogni pubblico ufficio e di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio; della qualità di tutore o di curatore; dei gradi e delle dignità accademiche, nonché della possibilità di esserne insignito…”
Dopo le sentanze di primo grado, i cui vennero condannati il comandante dell’epoca del Reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini (4 anni), Michele Burgio (2,5 anni) e Pietro Troiani (3 anni), quest’ultimi per aver rispettivamente trasportato ed introdotto all’interno dell’edificio le due molotov, i vertici della Polizia sono stati condannati dai giudici della Terza sezione della Corte d’Appello “a pene tra 3 anni e 8 mesi e i 4 anni, unitamente all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni” per i fatti avvenuti nella Scuola Diaz durate il G8 del 2001.
In Italia, dove la spinta dilangante all’impunità è regolamentata da leggi ad-personam e perpetrata attraverso la delegittimazione continua del Potere Giudiziario, Alfredo Mantovano, Magistrato di Cassazione dal 1985 (magistrato, ripeto nel caso non si leggesse bene, Ma-gi-stra-to), nonché sottosegretario dell’Interno ha prontamente commentato le condanne dichiarando che «Questi uomini hanno e continuano ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del ministero dell’Interno» perché, spiega Mantovano «è una sentenza che non dice l’ultima parola, in quanto afferma l’esatto contrario di quanto era stato stabilito in primo grado e quindi ora andrà al vaglio della Corte di Cassazione»
Esatto contrario? Canterini, Burgio e Troiani sono stati condannati in primo e secondo grado ma non solo, in secondo grado le pene si sono addirittura inasprite (5 anni a Canterini e 3 anni e 9 mesi a Burgio e Troiani) ed insieme a loro sono stati condannati anche altri.
Certo però il premio fantasia va all’Onorevole (tanto per non dimenticare: onorevole, aggettivo m e f sing: degno di onore e rispetto) Fabrizio Cicchitto, già membro della loggia massonica P2 con n. di tessera 2232. Mr. Fantasia Cicchitto ha commentato le condanne dichiarando: «La sentenza sul processo Diaz fa sua interamente la tesi più estrema dei no-global. A nostro avviso quella notte ci furono indubbiamente errori e valutazioni sbagliate da parte di alcuni settori delle forze dell’ordine, ma non ci fu né un organico disegno repressivo né una catena di comando funzionale ad esso.»
Di cosa stiamo parlando? di cosa vogliamo parlare? dove vogliamo andare?
- fonte: Corriere della Sera | Il Giornale -
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