Il bello (si fa per dire) della politica italiana è che può esserci una sorta di dissonanza cognitiva tra quello che si dice, quello che si propone e quello che si mette in pratica.
Si parte con tutti i buoni propositi e poi si finisce a giocare e al gioco delle sedie, e questo vale per la quasi totalità dei partiti, anche per il Partito Democratico (tanto per essere precisi linko la definizione di Democrazia).
Citando il testo al vaglio dei componenti della Commissione Statuto del PD inviata ai componenti dall’On. Maurizio Migliavacca, testo “approvato dal Comitato all’unanimità” (il resto della bozza del nuovo statuto può essere scaricato da qui):
“Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti chariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.”
E ancora “Il Partito Democratico riconosce e rispetta il pluralismo delle opzioni culturali e politiche al suo interno come parte essenziale della sua vita democratica…”
E ancora “Il Partito Democratico promuove la trasparenza e il ricambio nelle cariche politiche e istituzionali. Le candidature e gli incarichi sono regolate dal Codice etico del partito e dalle norme statutarie che, ad ogni livello organizzativo e per ogni ambito istituzionale, rendono gli incarichi contendibili…”
Fin qui belle parole, quello che però è più inquietante (si voglio dire usare proprio questo termine) è quello che viene scritto dopo:
- Prima
Capo IV
Scelta dei candidati per le cariche istituzionali.
Articolo 18.
Elezioni primarie del Partito Democratico
1. Per “primarie” si intendono le elezioni che hanno ad oggetto la scela dei candidati a cariche istituzionali elettive.
2. Possono partecipare alle elezioni primarie indette dal Partito Democratico gli elettori già registrati nell’Albo nonché quelli che lo richiedano al momento del voto.
- Dopo
Capo IV
Scelta delle candidature per le cariche istituzionali
Articolo 18.
Elezioni primarie per le cariche monocratiche istituzionali:
1. Soppresso (nel caso si avessero dubbi alcuni sinonimi sono: abolito, annullato, cancellato, eliminato, abrogato, cassato)
1. Per la scelta dei candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione, il Partito Democratico, d’intesa con le forze politiche alleate, promuove il ricorso alle primarie di coalizione.
Per i Democratici all’Italiana (aka PD), le primarie sono state spesso un momento di débâcle di politica interna perché hanno dimostrato che le vecchie dinamiche autorefenziali, malamente occultate, sono ancora assolutamente attive e governanti.
In altri casi, il ricorso alle primarie è stato fallimentare per perché ha dato, secondo me, un’immagine assolutamente negativa del PD (vedi Renzi contro altri 5 candidati del PD a Firenze nel 2009 o “Vendola contro Boccia 2 – Il Ritorno” quest’anno)
Forse per questi motivi la classe dirigente del PD ha pensato bene di mettere un freno a questo strumento democratico. Ma la Politica non è soprattutto dialogo? Se per i dirigenti l’unico modo per avere ragione sugli avversari è limitare il confronto allora dice bene Beppe Grillo che definisce il PD un PD-L.
PS: La prossima Assemblea nazionale del Partito è fissata per il 21-22 maggio.
- fonte: Salvatore Vassallo | via Giuseppe Civati -
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