Qualche giorno fa l’Istat ha rilasciato le statistiche sul consumo di alcol in Italia a partire dalla fascia minorile di 11 anni e più, soffermandosi in particolar modo sui comportamenti a rischio. I risultati dell’indagine (che ha interessato un campione di circa 19 mila famiglie e complessivamente 49 mila individui) ha evidenziato come l’Italia si colloca nei posti più bassi della graduatoria europea per consumo procapite di vino, birra o altri alcolici. Fin qui nulla di male, anzi.
Quello che però è più preoccupante è che nel 2009 14.419.000 ragazzini di 11 anni e più, ovvero il 27% della popolazione minorile, ha bevuto almeno un tipo di bevanda alcolica al giorno mentre quelli con un comportamento a rischio (consumo giornaliero non moderato o compulsivo) sono 8.454.000, ovvero il 15,8%.
Queste percentuali significative potrebbero essere lo specchio di un malessere minorile legato alla ricerca di affermazione in un contesto sociale in cui, oggi come oggi, l’infanzia è sempre più compressa e temporalmente ridotta.
Certo sono numeri che fanno riflettere.
- fonte: ISTAT -
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