Ho fatto una interessante capatina alla 4a ed. del Festival Internazionale di Giornalismo a Perugia. Durante un incontro del Jornalism Lab dal titolo “L’ho letto sul telefonino: il futuro prossimo dell’informazione mobile” i vari Massimo Cavazzini, giornalista e blogger di Telcoeye, Gianluca Diegoli di Minimarketing, Natascia Edera di Formanova, Raffaele Mastrolonardo di Totem, Luca Tremolada del Sole 24 Ore e Stefano de L’Espresso, hanno analizzato molto la realtà del giornalismo nei nuovi mesia
Ho trovato particolarmente interessanti tutte le analisi, soprattutto quella di Mastrolonardo sui plus necessari ad un app mobile per essere perfetta ovvero i tag del Guardian per ricercare la Serendipity, la funzione MyNews di Repubblica e la leggibilità del New York Times.
Quello che però ho trovato ancor più interessante è l’analisi fatta da Gianluca Diegoli di Minimarketing.it che ha proposto un modello di business in che spinge per una comunity attiva nella produzione dei contenuti.
Spunti di riflessione sono arrivati anche da Luca Trodara il quale ha spiegato quello che, secondo lui, le persone sono disposte a pagare per una news ovvero il background, la chiave di lettura, un’analisi particolare delle news che gli permetta di capire ciò che succede nel mondo.
Quello che credodi aver capito è che ormai Content Contest is King e c’è la necessità di avere una piattaforma declinata e declinante che spinga sulla partecipazione per creare un modello di business dinamico. In altre parole serve applicare il modello Ikea (ciò che mi serve me lo costruisco da solo con oggetti già pronti) alle news online, qualcosa a metà tra wikinews e facebook con twitter come agenzia di stampa in tempo reale.
Questo tipo di realtà giornalistica, credo, potrebbe portare a sviluppare una forma di giornalismo più rapida, snella, contestualizzata e forse, più a misura d’uomo. Molti, di certo, faranno notare che tutto ciò andrebbe a scapito della qualità ed in parte è vero anche se credo che il problema potrà essere superato col tempo.
Tag: ansa, facebook, Ikea, il sole 24 ore, minimarketing, serendipity, Twitter












