25 novembre, “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”
Anna Ferrigno | nov 26, 2008 | Commenti 0
Ieri 25 novembre, come fissato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, era la “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”. Lo scopo del progetto è sensibilizzare istituzioni e popolazione sul tema degli abusi al ‘gentil sesso’, in sostanziale crescita negli ultimi anni. Ad oggi, in Italia, sono migliaia le vittime che subiscono soprusi e ciò che desta preoccupazione è la scoperta che molte violenze si consumano proprio fra le mura domestiche.
Questo rende difficile quantificare il fenomeno, data la complessità nel reperire i dati. Le prime a segnalarlo sono le stesse associazioni, consapevoli della forte riluttanza delle donne nel denunciare i propri compagni o mariti.
Ecco dunque nascere iniziative, manifestazioni come quella della Fondazione Pangea Onlus. In collaborazione con Donna Moderna e con il patrocinio di Mediafriends, la Fondazione ha promosso l’iniziativa “Mostra il segno del tuo sdegno”. Grazie ad uno sportello online, attivo già dal 20 novembre, è riuscita a dare un servizio di informazione e orientamento sulla violenza di genere. È soprattutto il forum ad aver avuto molto seguito. Qui è possibile, sotto assoluto anonimato, porre domande a psicologhe, avvocate e operatrici volontarie. Emerge così come il più delle volte a bloccare il naturale percorso della giustizia sia la vergogna. Soprattutto, quando il reato si consuma in famiglia.
Dati veramente allarmanti, su cui riflettere, sono quelli della ricerca Eures, relativa al 2004. L’ultima indagine sul fenomeno ha di fatto rivelato una situazione amareggiante: un omicidio su quattro, in Italia, avviene in famiglia e il 70% delle vittime sono donne. È il delitto passionale ad avere la meglio. Con coniugi che si trasformano in assassini dopo un forte litigio. Inoltre, sempre più spesso le vittime di queste violenze sono straniere. Quindi difficili da avvicinare sia per differenze culturali che di lingua.
I dati più interessanti sono sicuramente quelli forniti dall’Istat, che per la prima volta ha svolto un’indagine sull’intero territorio. “Violenza e maltrattamenti contro le donne” è infatti il rapporto presentato il 21 febbraio dello scorso anno con cui è emerso che: 6 milioni 743 mila sono le donne vittime di violenza; il 23,7% ha subito violenze sessuali; il 18,8% ha subito violenze fisiche; il 4,8% ha subito stupri o tentati stupri; il 18,8% ha subito comportamenti persecutori (stalking) mentre 7 milioni 134 mila donne hanno subito violenza psicologica.
Dopo la denuncia di una showgirl come Michelle Hunziker, è lo stalking ad aver banco. Da anni la conduttrice è vittima di 3 stalker. Più volte denunciati, attualmente sono a piede libero. “Per forza, in Italia c’è la legge, ma non c’è giustizia perché per via di lungaggini e scappatoie burocratiche la pena non viene scontata”, ha dichiarato a ‘Chi’ .
Ciò non le ha di certo impedito di agire e creare la “Fondazione Doppia Difesa”, per aiutare le tante ragazze che vivono lo stesso dramma a trovare il coraggio di ribellarsi. Sul reato di stalking è in atto una legge a firma della ministra per le Pari opportunità, Mara Carfagna, che prevede una pena da 1 a 4 anni per chi si rende colpevole di ‘minacce reiterate o molestie con atti tali da creare nella vittima un perdurante stato di ansia o paura. O un fondato timore per l’incolumità propria o di persona a lei cara’.
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